Respiro come... respiro d'amore

E come non soffermarsi sulla vitalità del respiro, sulla sua accelerazione quando è l’amore a rapire la nostra anima e a farci volare alto. Ma anche sulla capacità del respiro di accordarsi a quello di un’altra persona, compiendosi all’unisono. Respirare l’altro, respirare l’amore…

La sposa del vento o La tempesta – Oskar Kokoschka

L’opera venne dipinta nel 1914 e si ritiene ispirata dalla sua relazione con Alma Mahler, vedova del compositore. La relazione durò solo tre anni, ma fu molto importante per il pittore che era dilaniato dalla gelosia per il defunto marito della compagna, tanto da dare origine al suo dipinto più famoso.

La “Sposa del vento” rappresenta una coppia di amanti, ma tratta il rapporto tra i due in modo apocalittico, come se l’estasi dell’amore derivasse dal tormento che esso provoca. Da qui la scelta di un uso del colore violento, di figure distorte e del moto centripeto delle forme.

Distesi su una fragile barca vengono trasportati via in un vortice che ferisce le carni – soprattutto quelle dell’uomo livide e lacerate – in un’atmosfera cupa e tragica che fa riferimento a una relazione a doppio volto. L’amore, secondo l’interpretazione di Kokoschka, ne esce come un incubo che spinge la coppia a un vortice di dipendenza reciproca e di isolamento dal mondo.

Osservandoli mi domando se sia il respiro dei due amanti a sollevarli dal mondo, ad avvolgerli – forse per proteggerli, forse per imprigionarli – in una dimensione che è solo loro. Il respiro tormentato di Oskar si fonde con quello tranquillo di Alma che riposa. L’ombra che tormenta le carni dell’uomo forse è il fantasma del defunto marito che pur esistendo solo nella mente del pittore è come una piaga di cui non può liberarsi.

È un altro vortice, un altro respiro mentale che lo imprigiona e lo isola sempre di più da tutto e da tutti, anche da Alma, anche dalla persona che in quel momento ama di più.

Sospesi nel vento, in quei respiri mischiati e così diversi tra loro, i due amanti convivono in precario equilibrio. Il primo che, metaforicamente, smetterà di respirare farà planare la barca, li riporterà nel mondo e tutto quello che rimarrà sarà un sospiro colmo di rimpianto.

Chiara

In rete abbiamo trovato questo corto animato relativo all’amore tormentato di Oskar Kokoschka che segnerà la sua intera esistenza.

Qui il link: le allucinazioni di Oskar Kokoschka.

Il respiro si associa spessissimo all’amore. Sono innumerevoli i brani musicali nei quali amore e respiro danzano insieme…

Mara ci propone questi brani musicali, vi suggeriamo di ascoltarli, sono tutti bellissimi!

Respirare, di Loredana Berté e Gigi D’Alessio

La canzone parla di una donna che ha sofferto nel passato per amore e non è più tornata a sorridere veramente alla vita ad aprirsi nuovamente all’amore. Una donna che vuole rimanere sola per ora, vuole farsi vedere forte – senza lasciarsi andare alle emozioni- e seguire la ragione e non il cuore nelle scelte di vita. Comportarsi in questo modo è un po’ come mentire a sé stessi. L’uomo dice alla donna che incentrare la vita sulla libertà dai legami può rappresentare un tipo di prigione.

Due respiri, di Chiara Galiazzo

Parla di due donne molto simili nella loro essenza e una fa capire all’altra che insieme sono uniche e complete. Sono due respiri che vibrano vicini ovvero due forze che vibrano insieme. L’altra inizialmente è restia e coinvolta nei suoi pensieri fino a che si rende conto di essere anche lei innamorata quanto la prima. Ecco allora che la situazione si rovescia: è lei a diventare servizievole e amorevole come lo era inizialmente l’altra …e nel bene o nel male che lo si accetti oppure no…ognuna avrà sempre l’altra nel cuore e nell’anima anche oltre la fine…della storia. Chiara ha dedicato questa canzone alla musica.

Fammi respirare dai tuoi occhi, di Noemi

Racconta l’amore vero, capace di trasparire semplicemente dagli sguardi che intercorrono tra due innamorati. Sentimenti reciproci che, anche senza bisogno di parole, arricchiscono e supportano chi, degli sguardi dell’amore, fa il proprio ponte emotivo con la persona che ama. La canzone sintetizza quella sensazione di energia che riceviamo dagli occhi di una persona in grado di farti guardare il mondo da un’altra prospettiva e affrontare con forza le difficoltà.

Gli occhi dell’altra persona vedono quello che vedono i tuoi, c’è sintonia, di respiri e di sguardi.

Mezzo respiro, dei Dear Jack

Racconta di un amore finito a metà, il mezzo respiro rappresenta quindi la voglia ancora latente di non mettere definitivamente un punto e a capo su una relazione importante alla quale teniamo ancora.

Delia ritrova nella canzone di De Andrè “Un malato di cuore”, tratta dall’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, una perfetta sintesi dei temi finora aperti con la parola respiro…

La vita, l’amore e la morte, raccontati da Fabrizio de Andrè attraverso gli occhi di un malato di cuore che per via della propria malattia è costretto a guardare gli altri vivere e mai “bere alla coppa tutto d’un fiato”, ma solo a piccoli sorsi.  Fino all’arrivo di un amore travolgente e passionale che fa impazzire il cuore del malato: questa volta berrà tutto di un fiato l’amore, pur dicendo addio al proprio cuore, che rimarrà sulle labbra della propria amante, in un ultimo battito/respiro. 

Nel 1943 esce per Einaudi “L’Antologia di Spoon River” tradotta da Fernanda Pivano. L’autore Edgar Lee Masters immagina un epitaffio per coloro…che dormono sulla collina.

Nel 1971 esce l’album di Fabrizio de Andrè “Non al denaro, non all’amore nè al cielo”, una trasposizione poetico sonora di alcuni epitaffi contenuti nell’Antologia.

Alberto ci propone una sua recensione del libro “Di occhi e di respiro – Trenta scene tra l’Italia e il Malawi” di Luca Betelli, declinando la cura non solo come cura personale, di sé, anche attraverso la realizzazione di un viaggio, ma come cura e generosità verso l’altro.  

“Di occhi e di respiro” è il titolo di una storia di attesa, preparazione, partenza dall’Italia e soggiorno in Africa da parte di una giovane coppia.

Con un prologo sugli anni di piombo, durante i quali venne anche ucciso Aldo Moro, il racconto parla dell’idea di costruire un primo nucleo (la comunità Nazareth) del futuro gruppo AEPER.

Si passa poi al periodo in cui i due protagonisti (Lisa e Simone) hanno un sogno: quello di trascorrere un anno in Africa, e precisamente in Malawi.

Le titubanze sono tante, come i dubbi, ma il supporto del gruppo AEPER è importante e prevale.

I due protagonisti si sposano e poi decidono di partire.

L’arrivo in Africa presenta difficoltà d’integrazione, di lingua, ma i due giovani scoprono la bellezza di stare assieme, seppur lontani da casa.

In Africa, dopo un po’, riescono a organizzare una scuola e anche una redazione; soprattutto imparano il cosiddetto “passo d’Africa” cioè quella pazienza, calma, lungimiranza, saper prendere tempo, che si ottiene con fatica e sacrificio.

Il Malawi li accoglie bene, nonostante non manchino le delusioni.

Ormai i due, anche se devono affrontare una grossa disavventura, possono sentirsi forti e perfino dedicare il libro ai loro “figli adottivi”.

Stilisticamente il libro è redatto in due modi abbastanza differenti: uno stile più concitato, quando stanno per partire; uno più tranquillo, calmo in Malawi.

Personalmente mi è piaciuto perché mi ha fatto sognare di viaggiare, ma anche perché ho consolidato l’idea che un viaggio necessita di molti preparativi, non solo materiali, per poter essere affrontato.

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Respiro come nascita

Respiro, una parola che rappresenta l’inizio di una nuova vita.

Respiro come leggerezza

Il richiamo all’aria, all’ossigeno, ci rimanda a un senso di leggerezza.

Respiro come connessione

La capacità di connetterci ad una dimensione più grande di noi, come la natura.

Respiro come gioco

Giocare con le parole: acrostico della parola respiro.

Respiro come ultimo respiro, il morire

Il Respiro ci ha condotto anche all’altro capo dell’esistenza: la morte.

Respiro come cura

Il respiro apre le gabbie, possibilità di guarigione e riequilibrio.

Respiro come respiro d'amore

Respirare l’altro, respirare l’amore.

Breve o lungo il respiro è vita

Abbiate cura di credere alla bellezza della vostra vita.